Il Mustang

Il Mustang o “Regno di Lo”, è situato nel nord-est del Nepal e appartiene geograficamente alla zona montagnosa Himalayana detta Parbat.Dopo essere rimasto isolato negli anni e non essendo confluito come il resto del Tibet nel territorio annesso alla Cina, il Mustang conserva pienamente la propria cultura e radice etnica tibetana, ed è per questo è definito “l’ultimo Tibet”. Per secoli indipendente, tibetano per lingua e cultura, divenne definitivamente parte integrante dello stato nepalese solo nel 1951.Attualmente il Mustang ha una popolazione di circa 14.000 abitanti distribuiti su una superficie di 3.573 km. Seppur interno ai confini nepalesi, il Mustang è forse l’ultimo luogo dove si può “riscoprire” il vero Tibet e la sua immensa cultura.Un paradiso segnato però dalla povertà e dalla durezza delle condizioni di vita per tutti i suoi abitanti.Il Mustang, infatti, è una regione caratterizzata da un clima fresco d’estate, paragonabile a quello delle Dolomiti, ma estremamente ostico d’inverno, con temperature portate molto al di sotto dello zero dal fortissimo vento.

I presidi sanitari sono pochissimi e non adeguatamente attrezzati per la soluzione dei problemi; spesso distano dai villaggi anche giorni e giorni di cammino e la maggior parte delle cure è affidata alla medicina tradizionale, una risorsa importante che tuttavia non sempre riesce a dare risposte urgenti ai problemi più gravi. La mortalità infantile è alta e non tutti i bambini nati arrivano all’età adulta che qui, tra l’altro, comincia presto. Nel Mustang, come in altri luoghi della regione, la povertà della popolazione si accompagna alla malnutrizione infantile e al bassissimo grado di scolarizzazione. Le scuole attuali per lo più si avvalgono di insegnanti di lingua nepalese che non conoscono la lingua tibetana tradizionale del Mustang. Molti di questi insegnanti provengono dalla zona di Kathmandu e, nonostante il loro sforzo e la loro dedizione, incontrano difficoltà a integrarsi con gli usi e i costumi delle comunità. Fino a oggi non è stata presente una scuola di base che offrisse un’educazione complessiva in grado di coniugare le materie fondamentali con la lingua tibetana, la lingua nepalese e quella inglese.

L’assenza di una proposta formativa di qualità, unita alla carenza di strutture di insegnamento all’interno del Mustang, ha generato finora una migrazione della cultura, per cui le famiglie che sono economicamente in grado di sostenere l’istruzione dei propri figli (circa il 5-7% della popolazione) favoriscono l’allontanamento dei giovani, che in genere si protrae per 10-15 anni e diviene spesso definitivo. Per tutti gli altri si aprono le porte dell’analfabetismo e del degrado sociale.

La collocazione geografica di queste strutture, comunque insufficienti rispetto alle necessità, non permette a tutti i bambini di raggiungerle. L’offerta scolastica in Mustang quindi non è stata in grado finora di offrire una formazione essenziale e di trasmettere l’identità culturale di questo popolo, ma è stata anche del tutto insufficiente in termini di strutture e copertura del territorio. In assenza di un censimento ufficiale e accurato sull’analfabetismo, si stima verosimilmente che il fenomeno abbia superato la preoccupante quota dell’80%.

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